A coniare l’espressione fu Ancel Keys, ricercatore americano, che negli anni Cinquanta, in occasione di un viaggio in Italia, rimase sorpreso dalla bassa incidenza di alcune malattie, soprattutto in alcuni paesi del Mezzogiorno. Approfondendo gli studi, scoprì che l’effetto protettivo derivava proprio dal tipo di alimentazione, basata su una preponderanza di frutta e verdura, cerali e legumi, moderato consumo di pesce, poca carne e l’utilizzo dell’olio d’oliva come grasso da condimento.

Nel 2010 la Dieta Mediterranea viene nominata dall’UNESCO “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” perché “enfatizza i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività e rappresenta un modo di vivere guidato dal rispetto della diversità”.

La piramide alimentare è il simbolo e insieme la spiegazione schematica della Dieta Mediterranea. Al suo interno troviamo diversi tipi di alimenti come cereali, carni, pesce, latte e latticini, frutta, verdura, ecc. posizionati lungo la piramide in funzione delle loro caratteristiche nutrizionali